Testimonianze

 

Acuni dei nostri volontari scrivono della loro esperienza:

Michela, anni 37
Esperienze a Machakos: Agosto 2010, Aprile 2011, Aprile 2012
Ho conosciuto il progetto dell’orfanotrofio di Machakos nel 2010 grazie alle Suore del Preziosissimo Sangue di Monza.
Tutto è iniziato quasi per gioco o meglio ho sempre desiderato fare un’esperienza di volontariato in Africa, e così venuta a conoscenza della possibilità di realizzare questo desiderio ho iniziato a frequentare gli incontri per la formazione del volontario.
 
Non sapevo ancora se potevo e se mi sentivo pronta ad affrontare un’esperienza del genere, ma quando mi sono trovata davanti alla decisione di partire o meno, non ho esitato, infatti nell’agosto 2010 sono partita alla volta di Machakos in Kenya. Qui si trova l’orfanotrofio che è composto da circa 80 bambini dai 3 ai 15 anni, grazie ad alcune associazioni e altri enti sono riusciti a ricostruire il dormitori dei bambini e di creare un’area giochi dove finalmente possono vivere  in modo dignitoso. Sono poi ripartita ad aprile 2011 e 2012, i cambiamenti dell’orfanotrofio sono stati notevoli ma, la cosa di cui l’orfanotrofio ha più bisogno è di qualcuno che “adotti” tutta la struttura per garantire cibo,istruzione,medicinali, cure mediche a tutti i bambini. 
 Raccontare quello che si prova vivendo con loro è veramente difficile, ogni anno ci sono cose nuove e le esperienze sono tutte molto diverse,  tutto quello che ti possono dire o insegnare in Italia non è mail come  viverlo sulla propria pelle.
 
Dopo aver fatto questa esperienza sempre che: “si dice che il volontario deve essere predisposto a dare, ma da questa esperienza ho imparato che la cosa più importante è che il volontario sia pronto a RICEVERE”,  torni a casa che ti senti colmo, ma non sai bene di cosa…. Ti senti una pienezza interiore che è indescrivibile e l’unico pensiero che hai è quello di chiederti quando potrai tornare. Il contatto con i bambini è molto forte ed è inevitabile affezionarsi subito a loro, riescono a farti riflettere sulla vita vera e ti sembra sempre che quello che hai  dato tu a loro sia le metà di quello che loro ti hanno lasciato. 
Sicuramente è un’esperienza che consiglio, per chi può, di fare almeno una volta nella vita, per arricchimento personale e perché credetemi in Africa hanno veramente tanto da insegnare a noi. Grazie alla splendida accoglienza delle Suore dopo pochissimo tempo ti senti a casa ed è per quel motivo che non vorresti più lasciare l’Africa.
 
 
 
Silvia, anni 30.
Esperienze a Machakos: Aprile e Ottobre 2012
Non prevedevo di scrivere una “testimonianza”, non sono mai stata brava a tirare fuori quello che ho dentro, soprattutto quando è così tanto e così grande che mi sembra di non poterlo contenere né dosare a parole. Però mi sono trovata a scrivere un’email a due cari amici e mi sono accorta che in qualche modo avevo scritto una testimonianza. Per questo ho pensato di riportarla così com’è nata, di getto…
 
…E' stato quasi un mese di Africa a Machakos ad Ottobre, e mi sono parsi pochi giorni. Ho vissuto un luogo straordinario dove, sembrerà strano, ma il cielo è più vicino e sembra davvero immenso, dove i colori della terra, del sole, della gente, fa sentire un calore che non c'entra col fatto di trovarsi all'Equatore. Ho riscoperto il silenzio, quello vero. Ho visto le stelle più luminose e la luna sottosopra. I miei occhi si sono persi alla ricerca di una linea dell'orizzonte che pareva troppo lontana per essere vera. E la luce, attraverso cielo terso, faceva risaltare ogni sfumatura di colore, tutto così meraviglioso da sembrare irreale.
 
Più di tutto però mi sto tenendo nel cuore un'esperienza umana che per me è stata forte, nel bene e nel male. Ho incontrato, conosciuto, vissuto e amato 80 bambini/e che sono "solo" bambini. Hanno voglia di giocare, di imparare, di ridere, hanno bisogno di affetto, di cure, di regole, di attenzioni, esattamente come tutti i bambini. 
Non come tutti i bambini, però, hanno avuto una storia di povertà, di fame, di sofferenza e di abbandono. Nella "Children's Home" hanno trovato una casa e sono diventati gli uni per gli altri una famiglia: essi ti accolgono nella loro famiglia in un modo così semplice e naturale che ti sembra di aver vissuto laggiù da tutta la vita.
 
Ogni mattina mi svegliavo motivata come mai nella mia vita, nel fare attività che esulano completamente dalle mie competenze, pensando al solo fatto che qualunque cosa avessi fatto, l'avrei fatta per loro e con loro.
Avrei mille cose da dire su di loro, sul loro modo di vivere, di sorridere, di giocare, di ballare, di sentire la musica, di pregare...
...ma mi ci vorrebbe troppo tempo, troppe parole che forse non basterebbero a raccontare quello che si può comprendere davvero solo vivendolo. 
 
Certo è che tutto quello che vivi a Machakos ti entra dentro, ti resta addosso, in qualche modo questi bambini ti cambiano la vita… in meglio. 
E tornando in Italia non ti resta che sperare di aver dato loro almeno 1/1000 di quello che loro hanno regalato a te ed augurarti di poterli riabbracciare presto tutti quanti!
 
 
 
Noemi, 23 anni
Esperienze a Machakos: Novembre 2012

 

Ho seguito il cammino, a Monza presso l’associazione “Il Mandorlo”, in preparazione alla partenza per la missione. 
Per questioni organizzative, questa prima esperienza mi ha portata a nord di Nairobi, precisamente a Nyahururu, in un orfanatrofio di bambini sieropositivi, gestito dalle Suore Dimesse, e non in una missione delle Suore del preziosissimo sangue,  che mi hanno accolta e accompagnata in questo viaggio.  
Ho potuto conoscere Machakos con tutti i suoi abitanti solo di sfuggita per pochi giorni, ma l’entusiasmo e la tenacia delle Suore, i loro racconti e gli sguardi pieni di gioia dei volontari mi hanno riempito di domande e riportato lì nel mese di ottobre.
Le mie attese erano di poter dare una mano secondo le mie possibilità.
 In realtà mi sono resa conto di aver soprattutto ricevuto. Mi sono sentita accolta, utile e felice. 
L’incontro con l’altro e ciò che esso portava, è stata la vera magia di questa esperienza.
Sono stata catturata da quel mondo così diverso dal mio, dalla gente che lo abita e dalla natura che lo circonda, ho cercato di non pensare sempre e solo con la mia mente da occidentale, ma di assaporare la realtà con uno sguardo nuovo.
Giornate piene di emozioni, vissute con semplicità, attraverso  gesti di tenerezza e di attenzione, mi hanno fatto ricordare la bellezza della vita, anche in situazioni difficili.
I bambini mi hanno riempito il cuore con i loro sorrisi, le loro domande e le loro storie.
Porto a casa con me i loro sguardi, i momenti vissuti insieme, e quei piccoli gesti quotidiani che a volte possono passare inosservati, ma che in sé rivelano la tenerezza di ciò che da senso alla vita.